A chi mi ha chiesto di esprimere una presa di posizione politica rispondo: sono per la decolonizzazione dell’immaginario, per uscire dall’ antropocentrismo miope in cui tuttora ci dibattiamo, sono per il superamento della modernità contro la globalizzazione e il liberismo economico, per una decrescita conviviale, serena e sostenibile che, contrariamente a quanto molti sostengono, implica un aumento proporzionale della qualità della vita e mi sembra sia l’unica soluzione intelligente e di buon senso alle drammatiche problematiche attuali. Sono per una democrazia ecologica contro la banalizzazione mercantile delle cose, causa di disincanto e demitologizzazione, motivazione primaria del diffuso nichilismo attuale e della conseguente svalutazione della meraviglia.
Sono semplicemente una persona creativa chiamata in causa, consapevole che contro la banalizzazione il ruolo degli artisti é insostituibile come lo é per la costruzione di una società equa e stimolante. Per una società della decrescita, come per Oscar Wilde ” l’arte é inutile, dunque essenziale”.
Al delirio miope e suicida della crescita infinita in un mondo finito e alle tossicodipendenze liberiste che ne conseguono, preferisco quindi il romanticismo della decrescita felice anche a costo di sembrare naive. Non ho alcun dubbio al riguardo e questo, semplicemente, perché alla morte preferisco la vita, all’oscurità la luce, al dolore la gioia, all’infelicità la serenità, al fast lo slow, possibilmente a km 0, agli antidepressivi e alla cocaina una passeggiata in montagna e un buon bicchiere di vino.
Tutte cose normalissime, banalità se vogliamo, di buon senso. Il vero dramma in realtà é che a troppi sembrano ancora concetti astratti, lontani, incomprensibili…
Il buon senso é diventato eccezione.